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Il blog che confronta le offerte di energia elettrica e gas

Carbone per nove società di energia elettrica e gas

La befana, nelle vesti dell’Autorità Garante della Concorrenza, ha dispensato carbone a ben 9 società di energia elettrica e gas per essersi comportate in maniera scorretta nei confronti dei consumatori (multandole per un totale di 1275 milioni di euro). Secondo l’Antitrust le società di energia elettrica e gas hanno attuato “pratiche commerciali scorrette” nella reclamizzazione dei prezzi proposti nel mercato libero inducendo in errore i consumatori sull’effettivo e finale costo dell’energia elettrica e del gas. Ma la decisione dell’Antitrust non vi sorprenderà se avete già avuto occasione di capire ed interpretare le offerte di energia elettrica e gas.

Le offerte che bloccano il prezzo e le biorarie sono nel mirino dell’Antitrust.

Secondo l’Antitrust “in tali offerte non è stata sufficientemente specificata la presenza di componenti di prezzo regolamentate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e, quindi, soggette a variazioni.” Le offerte di energia elettrica che propongono il prezzo energia (PE) bloccato per uno o due anni sono le più reclamizzate: ma il cliente spesso non sa che il prezzo dell’offerta non corrisponde al costo totale di un kWh ma bensì ad un solo corrispettivo tra i tanti che compongono la tariffa dell’energia elettrica. Il prezzo proposto nell’offerta difatti rappresenta solo il 65% della spesa complessiva, informazione che si legge a volte nelle note a piè di pagina. Il cliente inoltre non sa che a questo prezzo bisogna aggiungere il 10,8% delle perdite di rete, regola al contrario da non applicare alle offerte che propongono uno sconto sul prezzo energia. Infine il cliente non sa che le tariffe sono fissate dall’Autorità per l’energia e il gas e che variano trimestralmente.

Anche una corretta informazione sulle offerte del gas scarseggia: la maggior parte delle società propone un prezzo bloccato del gas senza specificare che la componente soggetta allo sconto, la CCI, rappresenta solo il 50% della spesa complessiva. Le altre componenti della bolletta vengono menzionate velocemente nelle solite note a piè di pagina. Non si rammentono del resto che Iva e imposte sono sempre escluse.

Biorarie. Le offerte biorarie presentano un altro tasto dolente di questo neo mercato liberalizzato. Le biorarie sono strutturate in due fasce di consumo e due differenti prezzi che premiano i consumi effettuati durante la notte e nel finesettimana, e penalizzano i consumi diurni. Questo tipo di offerta risulta conveniente solo se i consumi nella fascia notturna superano il 67% dei consumi totali. L’Antitrust alza il dito perché “non sono stati adeguatamente indicati i maggiori costi dell’energia previsti nelle fasce diurne delle proposte reclamizzate”. Se infatti non si supera la soglia del 67% il consumatore distratto, o meglio male informato, rischia di dover pagare molto di più magari nell’assurda convinzione di risparmiare.

Numeri verdi. Non sono motivo di sanzione dell’Antitrust ma di certo non migliorano la reputazione del neo mercato liberalizzato: i call center sono sempre impreparati e disinteressati nel rilasciare informazioni sui prodotti pubblicizzati dalla società per cui lavorano. Ma i ragazzi dei call center sottopagati e sottovalutati non ne hanno colpa: ma allora perché le società non dimostrano alcun interesse nell’istruire i propri dipendenti al fine di proporre e vendere con successo il proprio prodotto?

Quale società ha ricevuto in dono il carbone? Per i curiosi ecco la lista delle società riprese dall’Antitrust: Enel Energia, Eni, AceaElectrabel Elettricità, Aem Energia, Asm Energia e Ambiente, Trenta, Enìa Energìa, Mpe Energia e infine Italcogim Energie.



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