Buon compleanno mercato libero! Il mercato libero dell’energia elettrica oggi compie 2 anni. Dal 1° luglio 2007 in Italia come nel resto d’Europa è infatti scattata la completa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, in attuazione della direttiva UE 54 del 2003. Anche le famiglie, cioè i clienti domestici, hanno la possibilità di cambiare fornitore di energia elettrica per risparmiare, nel migliore dei casi, fino a 100€ all’anno. continua »
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, l’organo regolatrice che fissa le tariffe regolate nel mercato di maggior tutela, mette a disposizione dei consumatori il “Trova offerte”, un sistema “ufficiale” di comparazione delle offerte di energia elettrica presenti attualmente sul mercato italiano. Il “Trova offerte” è disponibile da ieri sul sito dell’Autorità. Il “Trova offerte” è un progetto che l’Autorità ha deciso di realizzare su per giù due anni fa in seguito alla totale liberalizzazione del mercato elettrico domestico ed è nato sbirciando gli strumenti di confronto delle offerte già presenti in Europa. Si ricorda che il completamento del processo di liberalizzazione del mercato elettrico è stato disposto dalla direttiva 2003/54/CE, e che perciò ha interessato l’intera Europa. Ma Germania, Austria, Belgio e tanti altri paesi, avendo liberalizzato il mercato elettrico già da una decina di anni, vantano sistemi di comparazione tra prendere a modello. continua »
L’Europa incentiva con 5 miliardi di € lo sviluppo di progetti energetici e lo sviluppo della banda larga. Un miliardo è destinato allo sviluppo dei progetti sulla banda larga e allo sviluppo rurale, mentre i rimanenti 4 vanno all’energia, così divisi: 2,3 milioni per gas e infrastrutture elettriche, 505 milioni per gli impianti eolici offshore e 1,2 miliardi per la cattura e lo stoccaggio di CO2. All’Italia sono destinati 450 milioni: continua »
Si chiacchiera di nuovo sul ritorno all’energia nucleare in Italia. Enel e la francese EDF nel frattempo hanno già preso accordi, perché il ritorno al nucleare sembra l’unico modo per riuscire a raggiungere gli obiettivi del pacchetto UE “20-20-20”, o meglio l’obiettivo sulla riduzione del 20% delle emissioni CO2. Ma se le centrali nucleari verranno terminate intorno al 2030 (dato realistico e non politico) significa che il programma nucleare italiano non risulta coerente con le tempistiche del pacchetto clima-energia europeo. E significa soprattutto per le tasche degli italiani, che le bollette continueranno ad essere care per qualche decennio. Ma prima di sgranare gli occhi davanti alle differenze strabilianti tra i costi della nostra bolletta della luce e di quella in Francia, a disposizione alcuni dati per capire che per noi italiani “nucleare” non significa automaticamente pagare di meno la bolletta di energia elettrica. continua »