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Energia elettrica: la bolletta in Italia e negli altri paesi europei

Ad ogni rialzo del prezzo del petrolio la stampa non si dimentica mai di denunciare il primato della bolletta dell’energia elettrica in Italia rispetto alla bolletta dei nostri vicini europei.

Ma allora andiamo subito a fare un confronto tra la nostra bolletta e quella spagnola, francese, inglese e tedesca.

Nell’analisi di comparazione che segue, si prenderanno in considerazione solo le tariffe regolate, anche se ormai la tendenza europea è rivolta alla liberalizzazione dei mercati che lascia pian piano svanire il concetto di mercato regolato.

I mercati energetici ormai sono stati liberalizzati in tutta Europa proprio per mano della direttiva europea 54/2003 che ne impone la loro totale apertura. C’è chi è stato più veloce a convertire questa disposizione in legge, si pensi alla Gran Bretagna e alla Germania che hanno modificato le regole del mercato ormai 10 anni orsono, e chi invece come l’Italia e la Francia ha aspettato fino all’ultimo per recepire la direttiva. Il mercato spagnolo è invece liberalizzato dal 2003.

In Italia le componenti tariffarie che colorano la nostra bolletta sono aggiornate ogni tre mesi: in questo ultimo trimestre del 2008 una famiglia che consuma mediamente 2700 kWh/anno paga 487€.

In Spagna, sulla base degli stessi consumi, la bolletta è decisamente inferiore alla nostra costando solo 415€ all’anno. Dal luglio scorso è prevista un’incentivazione statale di 12,5kWh/mese per tutte le famiglie, al fine di ammortizzare i continui e pesanti aumenti dell’eenergia elettrica.

In Francia, grazie alla massiccia produzione propria di energia elettrica anche per mezzo delle ben 19 centrali nucleari (58 reattori), la bolletta non supera nemmeno i 400€: si pagano per la precisione 392,13€ tasse ed Iva incluse. È bene sottolineare che il nostro cugino francese importa solo il 6% di energia contro i nostri 80%!

In Germania se non si cambia prontamente la tariffa o il fornitore e se si rimane agganciati al fornitore locale, che incorpora il sistema delle tariffe regolate, si rischia di pagare intorno ai 581€ all’anno (prendendo di riferimento la tariffa della capitale). Il consumatore attento però può cambiare tariffa, grazie ad un’ormai matura concorrenza, per risparmiare fino a 200€/anno.

In UK, non esistendo più la tariffa regolata, ci si può orientare grazie ai diffusi calcolatori-online di tariffe elettriche. Per un consumo di 2700 kWh il costo medio nazionale si aggira attorno ai 530€. I costi dipendono da molti criteri e soprattutto dal metodo di pagamento scelto. Un attento consumatore può risparmiare fino a 180€ annui cambiando tariffa e fornitore.

La bella notizia è che anche in Italia la bolletta può essere ridotta a 420€/anno. Il segreto sta nell’informarsi e nel scegliere la tariffa che si ritiene più adeguata alle proprie esigenze familiari.

Vi consigliamo la lettura di “Chi offre la miglior offerta di energia elettrica? Parte I” per capire quali sono le offerte attuali di energia elettrica, e di Come ridurre la bolletta della luce aiutando l’ambiente: consigli dall’Unione Europea” per risparmiare ed aiutare l’italia e l’Europa a raggiungere quei preziosi obiettivi comunitari, i cosiddetti “20-20-20”.



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6 commenti su “Energia elettrica: la bolletta in Italia e negli altri paesi europei”

  1. Buongiorno, faccio presente che il rapporto dell’ue mette tutto insieme le importazioni di materie prime (olio combustibile + gas) assieme alla produzione di energia elettrica.
    Se i dati invece fossero scomposti si scopre che la francia importa a livello di quelle materie prima per abitante piu’ o meno come l’italia (+ petrolio e meno gas – in italia siamo piu’ o meno 50-50).
    Quindi?

  2. [...] costa un po' meno, ma non siamo certo di fronte ai grandi vantaggi propagandati da Casini: Energia elettrica: la bolletta in Italia e in altri paesi europei anzi rispetto a questo link Bertrand è stato ancor più pessimista, perché loro hanno poi in [...]

  3. al di sopra dei 4.500 kWh/anno l’energia in italia costa circa 0,25 € /kWH , in francia circa € 0,975 cio’ premess, in italia, solo i costi accessori ( quindi non energia ma dispacciamento ed accessori ) costano € 0,16/kW. Forse questi costi in francia non ci sono?
    Quindi ci stanno prandendo per i fondelli e piu’ di qualcuno si arricchisce a spese nostre con la complicità di politici e giornalisti prezzolati.

  4. al di sopra dei 4.500 kWh/anno l’energia in italia costa circa 0,25 € /kWH , in francia circa € 0,0975 cio’ premess, in italia, solo i costi accessori ( quindi non energia ma dispacciamento ed accessori ) costano € 0,16/kW. Forse questi costi in francia non ci sono?
    Quindi ci stanno prandendo per i fondelli e piu’ di qualcuno si arricchisce a spese nostre con la complicità di politici e giornalisti prezzolati.

  5. Posso chiedere se è legale fare dei conguagli di anni,queste societa mandano conguagli da capo giro.
    Dicono che i contatori elettronici vengono letti dalle stesse societa ‘ la domanda allora perche ‘ mandano conguagli di quattro anni e legale?
    Epossono cambiare il contatore se che che l’utente sappia.nulla grazie

  6. Nel articolo si afferma che “il nostro cugino francese importa solo il 6% di energia contro i nostri 80%!”

    Innanzitutto noi compriamo circa il 13% di energia elettrica dall’estero. Il restante lo si paga per le materie prime necessarie per produrre energia elettrica che dobbiamo importare. Stessa cosa vale per la Francia, dal momento che l’uranio lo deve importare (o meglio rubare al Niger…). Poi non mi sembra corretto affrontare il tema della produzione di energia sulla base del prezzo di vendita in quanto su questo intervengono altri fattori (il ricarico dei produttori, le imposte, il servizio di rete, gli incentivi sulle rinnovabili…).

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